Archive for gennaio 2011

Pensieri di viaggio in una tazza di té

Sono di nuovo in treno, su quel lungo treno regionale che impiega 4 ore da Firenze a Roma, ma cui non rinuncerei per nessuna ragione al mondo. Oggi c’è brutto tempo, tetre nuvole si inseguono in un cielo plumbeo, rari squarci d’azzurro stanno per soccombere di nuovo.

Scorre accanto a me la campagna, il paesaggio verde dei boschi e dei prati risalta di più nell’ombra delle nubi. Un antico ponte diroccato, a cavallo di un fiume, di cui rimane in piedi solo un’arcata e mezzo pilone rende uno squarcio di paesaggio sublime. Mi ricorda le Lettere da Ventimiglia di Iacopo Ortis, quando lui, inoltrandosi nella stretta Val Roja descrive affascinato e spaventato le bellissime e terribili creste rocciose che cadono a strapiombo nel fiume. Così quel ponte, distrutto da secoli di storia, è stato sconfitto dalla natura: magari una piena del fiume, magari l’instabilità del terreno, magari semplicemente il tempo, che scorre lento, inesorabile ma implacabile. Il tempo vince su tutto, i nostri tentativi per misurarlo, per razionalizzarlo, magari per fermarlo, sono inutili.

Di nuovo sono in treno, e desidero una tazza di té. Una tazza di té caldo, scuro come scura è l’atmosfera là fuori, che sollevi un fumo denso come dense sono le nubi che nascondono il cielo. Accanto a me un signore sta fotografando il paesaggio. Invano cerca di fissare per sempre un’impressione che è fugace nel momento stesso in cui la si coglie, è già p persa per sempre. Ne serberà il ricordo, ma gli resterà avvolto nella nebbia, come le cime di queste montagne che scorrono intorno.

Ancora desidero una tazza di té: il verde scuro dei boschi mi fa pensare alle pendici dell’Himalaya – non so se sono così, non le ho mai viste, ma mi piace immaginarle in questo modo – alle piantagioni in altura di camelie sinenses, alle donne in abito tradizionale che raccolgono nelle loro gerle i germogli autunnali. Voglio un té che raccolga in tazza tutte queste sensazioni, le rielabori e le renda mie. Voglio che questa tazza duri il più a lungo possibile: una calamita probabilmente attira il mio sguardo fuori dal finestrino, mi spinge a guardare, a osservare i più minuti dettagli, perché ogni singolo dettaglio concorre a creare la bellezza dell’insieme, la bellezza sublime che è qui intorno a me. Non voglio che finisca, questa tazza di té.

piantagione di té himalaya

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Autoprodurre il té: istruzioni per l’uso

Come promesso, e a grande richiesta, pubblico qui di seguito le istruzioni fornitemi insieme alla camelia sinensis di cui ho parlato nello scorso post. Si tratta, ovviamente, del té verde. Per produrre il té nero il processo infatti è un pochino più complesso…

Ingredienti fondamentali, e unici, i germogli di camelia sinensis, la bella pianta verde, semplice ed essenziale nella sua forma, come semplice ed essenziale è una tazza di té, da cui, per l’appunto, il té ha origine.

“Per produrre il té verde le foglie fresche raccolte si dispongono su vassoi di bambù e poi esposti al sole per qualche ora. Successivamente viene loro somministrato calore in un recipiente posto sul fuoco che in pochi minuti farà evaporare la maggior parte dell’acqua contenuta nelle foglie.

Le foglie riscaldate assumono una consistenza molliccia e devono essere piegate per favorire l’eliminazione dei residui d’acqua.

A questo punto le foglie vengono lasciate essiccare fino a raggiungere la colorazione verde scuro definitiva.

E adesso gustate una buona e genuina tazza di té prodotto con le vostre mani!!!”

autoprodurre il té verdeQueste sono le istruzioni, fin troppo semplici. Fatene tesoro!

Ben arrivata Camelia!

Finalmente ho sfatato una falsa credenza che mi ero creata, secondo la quale nessun produttore vende la camelia sinensis perché non è da fiore e nessuno, quindi, se la fila. Effettivamente i suoi piccoli fiorellini bianchi non possono competere con le infinite varietà di fiori enormi bianchi, rosa, rossi, screziati, della cugina japonica. Eppure ho finalmente trovato novembre scorso un vivaista lucchese che la produce e la vende. Del resto la Lucchesia è terra dove tradizionalmente si coltivano le camelie, e dove si trova la prima piantagione di té d’Italia (ricordate “Antiche camelie di Lucchesia“?).

Così ho acquistato la mia nuova camelia sinensis, che rispetto alla mia piccola camelia (la prima camelia non si scorda mai…) è una pianta già grande, completa di boccioli e di fiorellini bianchi già sbocciati. E’ una pianta splendida, spero di riuscire a farla crescere florida e rigogliosa – già ha superato brillantemente la prova della neve dello scorso dicembre (vedi qui) – e chissà che un giorno non riesca anche a produrre il mio personalissimo té, Il mio té, per l’appunto. A tal proposito la pianta mi è stata venduta con un fogliolino illustrativo che spiega come autoprodurre il té. Prossimamente ne riporterò il contenuto. Per ora godetevi le prime immagini della new entry nella mia piantagione: ben arrivata, Camelia!

la mia camelia sinensis

la mia camelia sinensis

la mia camelia sinensis

Il fiorellino della mia camelia sinensis

Lonely Planet e la Top Ten dei best “places to savour ideal cup of tea”

Oggi Libero.it riporta, commentandola, una statistica, meglio una top ten, stilata da Lonely Planet riguardante i migliori posti del mondo nei quali gustare un ottimo té.

Non sto a commentare oltre. Vi dico solo che ho cercato l’articolo originale, addirittura un’agenzia di stampa Reuters, e vi fornisco il link qui di seguito:

http://www.bt.com.bn/travel/2009/12/13/lonely-planets-lists-top-10-places-savour-ideal-cup-tea

Eccoli, i 10 posti, i 10 best places: Londra innanzitutto, sul podio insieme alla Transiberiana e all’America Latina, Paraguay, Uruguay e Argentina dove le genti Guaranì bevono la yerba maate. Seguono al 4° posto la regione di Yueyang in Cina, al 5° il deserto del Sahara (suggestioni di un té alla menta in una tenda berbera), quindi Uji, in Giappone, regno incontrastato del té verde, il territorio Inca, Macchu Picchu in primis, in Perù, e a seguire Boston, memore del Boston Tea Party, quindi al 9° posto la regione del Darjeeling, in India, l’equivalente della Champagne francese e infine, al 10° posto, ultimo ma non ultimo, Hill Country, in Sri Lanka.

Darjeeling

Il Darjeeling, al 9° posto nella classifica Lonely Planet

La classifica potrà far storcere la bocca a qualcuno, io stessa non sono d’accordo con l’ordine elaborato, ma dobbiamo tenere conto che i signori della Lonely Planet girano, viaggiano, cercano e trovano. Trovano il compromesso tra il luogo in sé, ciò che rappresenta, come lo rappresenta. Così Londra è la meta più vivibile e quella dove il rito del té è più vicino alle nostre abitudini occidentali, mentre regioni come il Darjeeling, che per me dovrebbe stare in vetta alla classifica, scivola in zona retrocessione probabilmente perché più difficile da raggiungere. Insomma, si tratta, a mio parere, naturalmente, di una perfetta sintesi tra qualità del té e comodità dei luoghi. In fondo si parla dei best places, non dei best tea

2010 in review: le statistiche de IL MIO TE’ BLOG

Pubblico qui di seguito le statistiche del blog IL MIO TE’ per l’anno 2010. E’ stato il primo anno di vita del blog, e mi fa piacere poter rendere pubbliche le statistiche, che contengono alcuni dati molto interessanti.

A voi tutti va il mio ringraziamento. E buon 2011!

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads This blog is on fire!.

Crunchy numbers

Featured image

A Boeing 747-400 passenger jet can hold 416 passengers. This blog was viewed about 7,200 times in 2010. That’s about 17 full 747s.

 

In 2010, there were 81 new posts, not bad for the first year! There were 80 pictures uploaded, taking up a total of 33mb. That’s about 2 pictures per week.

The busiest day of the year was December 13th with 96 views. The most popular post that day was Arte per la ricerca: Fiorgen 2010.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were facebook.com, viaggimarilore.megablog.it, google.it, lamiateiera.blogspot.com, and liquida.it.

Some visitors came searching, mostly for teiere da collezione, camellia sinensis, orient express, il mio té, and mariage freres.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

Arte per la ricerca: Fiorgen 2010 December 2010
1 comment

2

Reportage: Un té con le farfalle, Firenze 2010 August 2010
4 comments and 1 Like on WordPress.com,

3

La camellia sinensis descritta da Lu Yu July 2010

4

teiere da collezione: la casa di montagna May 2010

5

Mercatini dell’antiquariato: il posto migliore per arricchire la collezione di teiere April 2010
3 comments