Archive for dicembre 2010

Neve sulle camelie

Non vi ho mai parlato della mia “piantagione di camelie”, ovvero delle nuove arrivate sul mio terrazzo a completare la mia piantagione di té (nel regno della fantasia, naturalmente!). Lo farò senz’altro quanto prima. Per ora però mi preme presentarvi le camelie coperte di neve, in seguito alla nevicata del 17 dicembre. I boccioli della camelia japonica a mala pena sbucano dallo strato bianco depositatosi sulle foglie. Le piante non hanno subito alcun danno dalla gelata, e di questo sono molto felice!

camelie sotto la neve

camelie sotto la neve

la neve sulle camelie

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Un té da Principesse…Disney

E’ una teiera enorme, e al suo interno contiene un fantastico servizio da té compreso di zuccheriera, tazzine, piattini e cucchiaini. E’ il set da té delle principesse Disney che ho regalato alla piccola bimba di una mia amica. Il servizio, adatto alle bimbe dai 3 anni in su, è tutto a tinte pastello, con il logo delle tre principesse Disney beniamine delle bambine.

il té delle principesse Disney

Il servizio da té delle principesse Disney

Con questo servizio ora la piccola principessa è pronta anche lei per il rito del té. Del resto, cos’altro potevo regalare io se non una cosa del genere? 🙂

Buon Natale!

Vi auguro buon Natale presentandovi una rassegna di teiere natalizie che si trovano sparse in giro per il web.

A tutti auguri auguri auguri!!!

christmas teapot

christmas teapotchristmas teapot

christmas teapotchristmas teapot

christmas teapot

Sono in treno e voglio un tè

Strade innevate da Transiberiana. Chiudo gli occhi e vedo un samovar che ribolle. Note di un Russian Karawan come trasportato da Cosacchi al galoppo.

Stenta ad albeggiare, colori da circolo polare artico. Il cielo non esiste. È tutto un blu chiaro indistinto. La neve azzurrina da sola fa luce. Nebbia fumosa avvolge ogni cosa. Neve intonsa copre ogni cosa. Il paesino sull’altura – si vede il campanile e qualche finestra accesa – è sospeso nel tempo. Appartiene a un presepe, non al mondo reale. Nessuno per la via. Tutto è fermo. Solo il treno si muove. Il suo passaggio disturba l’immoto silenzio che regna sovrano.

neve in Valdarno

Il cielo è di un blu acceso irreale. La nebbia tra gli alberi innevati e spogli – rami secchi come dita uncinate di strega, è un bosco incantato. Elfi e fate ne animano gli anfratti, come nelle antiche favole nordiche, tutti i bimbi accanto al focolare a scaldarsi col tè mentre la nonna racconta.

La immagino così la Siberia. non ci sono mai stata, ma immagino così le terre quasi disabitate dell’estremo Nord. Queste colline non sono mai state così selvagge, i loro pendii mai così scoscesi. L’Arno oggi si crede il fiume Ob: si sente libero, selvaggio, scorre impetuoso verso il mare Artico. Nella mia mente l’acqua scoppietta dentro il bollitore del Samovar. Presto assaggerò il tè caldo e denso delle steppe, mentre il treno lentamente scorre attraversando queste lande, questo Valdarno divenuto Siberia, che sino a ieri era verde e florido, e oggi è bianco e dormiente.

Neve a Firenze, e il mio té di Natale per ricordarlo

Ha nevicato oggi a Firenze, e molto!

In tutta la giornata – ha iniziato verso mezzogiorno – sono caduti almeno 20 cm di neve. Città bloccata, fidanzato sperduto da qualche parte nel fiorentino che chissà se riuscirà a tornare a casa, mezzi pubblici sospesi, traffico in tilt, ma tutti  – chi se l’è potuto permettere – in giro spensierati a godersi la lunghissima nevicata. Io non sono stata da meno: vengo da un posto di mare, su di me la neve fa lo stesso effetto che fa sui bimbi, cioè mi diverte, mi mette di buon umore, mi fa venir voglia da una parte di andare in giro a fare fotografie, dall’altra di chiudermi in casa con una bella tazza di té caldo invernale. Ed è proprio quello che ho fatto oggi: sono uscita dal lavoro alle 14, ho fatto un lungo giro in centro, a caccia di alcuni scorci particolarmente suggestivi, e infine sono tornata a casa per godermi la mia tazza di té. Ho scelto un té adatto all’occasione: un té di Natale che ne arriva dai mercatini di Natale di Monaco di Baviera, dove la neve non è un’eccezione come invece è qui. Il suo nome è Schwarztee Weihnachtstee, che in italiano significa, senza troppa fantasia té nero di Natale. è un té nero speziatissimo, che come ingredienti ha la rosa canina, la scorza di limone, le scaglie di mandorle, la vaniglia, i chiodi di garofano e il cardamomo. Confezionato da Livadi.

neve a firenze

La neve a Firenze, 17 dicembre 2010

Il mio té per l’inverno: una rassegna dalla mia collezione

Vi propongo alcune suggestions, alcuni suggerimenti per affrontare al calduccio il freddo inverno che si sta preparando. Dicono infatti le previsioni del tempo che da domani il gelo avvolgerà le nostre città, per lo meno la mia. E allora come accogliere il freddo che sta arrivando se non con una calda tazza di té bollente? Ma che sia il té giusto, però! Ecco allora alcuni consigli, sulla base dei té che io stessa ho provato nel corso degli anni e di cui ho preso nota.

  • innanzitutto un té nero arancia e cannella è la soluzione ideale, che fa anche un po’ Natale, per alleviare il freddo e donare quel senso di calore dolciastro e profumato che fa tanto bene al cuore. Il più commerciale di tutti è quello Twinings, ma non mancano altre proposte, come ad esempio quella della London Fruit&Herb Company: un’infusione potentissima, che addirittura profuma la stanza nella quale è preparata. Tra i Loose tea a suo tempo avevo provato il té Giardino d’Inverno de I Giardini del té, del quale però, il sito web attualmente è sospeso. Questo era una miscela di té neri di Ceylon, Cina e India con cannella e scorze di arancia amara.

orange butterfly

  • Abbiamo poi  té neri che hanno come base il limone i quali, al sorseggiarli, risvegliano sensazioni che solo una torta al limone può restituire. Uno di essi è un té nero limone e crema, loose tea che mi fu regalato anni fa da un’amica in una confezione che comprendeva anche un té di Natale, un té verde e una tazza molto capiente che uso ancora oggi. Il té nero limone e crema era eccezionale perché anche se al gusto sapeva principalmente di limone, il profumo altro non era che la fragranza di un panettone! Un altro té che ha come base il limone è il té lemon&honey di Altromercato, il mercato equo e solidale, in cui l’aspro del limone è tenuto a bada dal dolce del miele, il cui profumo è preponderante.
  • Abbiamo anche i té il cui nome rievoca creme, cioccolate e dolciumi: il primo della lista è Irish Cream Tea, loose tea de I Giardini del té, un ceylon blend al gusto di cacao e di wiskey irlandese, al profumo invitante, e forse un po’ sconcertante, di cioccolato, dal gusto non particolarmente dolce, ma avvolgente e appagante. Un altro loose tea è il té Latte e Panna de La via del té, un té nero molto dolce, che sa effettivamente di latte, dal gusto morbido e pieno; sempre da La via del té viene Orange Cream, una miscela di té semifermentati profumatissima e dolcissima che conta tra gli ingredienti scorza d’arancia, arancia essiccata e zucchero di canna. Voglio anche ricordare una bustina che provai ad Avignone, nell’ormai lontano gennaio 2005, di thé Miel Pain d’Epices, ovvero té al miele e pan di spezie, un dolce in tutto simile al pan pepato tipico di alcune località italiane. Il té, molto profumato e speziato, aveva un sapore deciso, che ricordo ancora oggi. Se vogliamo restare sui dolciumi segnalo Pan di Stelle di Strega Te: una delicata miscela di té verdi con stelle di cioccolato bianco, scorze d’arancia, boccioli di rosa, chiodi di garofano e cannella. Per tornare al cioccolato, la sorpresa con cui assaggiai in Liguria, sul confine francese, un té twinings che da noi non è commercializzato, forse ha soprastimato il mio giudizio, ma lo segnalo ugualmente: si tratta di un té Twinings Menthe Chocolat, con la menta molto forte, mentre il cacao si sente nel finale. Mai più visto, né in Italia né oltreconfine. E sempre Twinings, e sempre oltreconfine, ma questa volta in Germania, propone un Appel-Karamelthee tipo Tarte Tatin. Decisamente dolce, come avere davanti una fetta vera di Tarte Tatin. 

té e dolciumi

  • Infine, voglio segnalare i té i cui nomi ricordano i superalcoolici. Innanzitutto in questa serie segnalo il Thé du Guide au Génépy, acquisato a Parigi nel lontano novembre 2005. Il genepy è un liquore di erbe tipico della Val d’Aosta e in generale delle regioni alpine. Le sue erbe appartengono al genere artemisia (da una pianta della cui famiglia si ricava l’assenzio) e si caratterizzano per le sue proprietà altamente digestive. Così anche il té al génépy ha proprietà digestive ed è un fantastico lenitivo del mal di gola, grazie a quella sensazione fresca e pungente che lascia in bocca. Il suo sapore forte e fresco richiama, come se non bastasse, le vette alpine e le tisane di montagna. Cambiando genere c’è il té al rum, che quando è valido, come quello che acquistai sfuso a Genova sempre a fine 2005 al Mercatino di San Nicola, profuma di boero al rum, cioccolatino tipico del basso piemonte (chiamato infatti anche cuneese al rum). Il rischio, nei té al rum, e io ne ho assaggiati diversi, è che siano “tutto fumo e niente arrosto”, ovvero esauriscano la loro magia nel profumo, mentre in bocca risultino come un qualunque té nero. 

Per oggi è tutto. A presto con altri suggerimenti!

Arte per la ricerca: Fiorgen 2010

Apparentemente questo post non ha niente a che vedere con il té e il suo mondo. Forse. Forse però se nel nostro quotidiano momento di pausa, davanti ad una bella tazza di té, ci mettiamo a riflettere su cosa possiamo fare di piccolo per cambiare il mondo, o quantomeno per farlo funzionare meglio possiamo scoprire che anche il mondo del té può in qualche minima misura essere collegato con la possibilità di fare del bene. Ad esempio se il té o la teiera sono opere d’arte che verranno battute ad un’asta di beneficenza organizzata dalla fondazione Farmacogenomica Fiorgen, il cui ricavato servirà per assicurare un assegno di ricerca ad un giovane ricercatore nel campo della ricerca farmacogenomica. Tutti conosciamo la tragica situazione dei fondi per la ricerca in Italia, per cui ben vengano iniziative di questo tipo. L’asta si svolgerà a Firenze, al Museo Archeologico Nazionale, il 15 gennaio, e già ora è possibile vedere le opere in mostra. Di cosa si tratta in sostanza? Di un’asta alla quale saranno battute opere di artisti più o meno conosciuti, cui si aggiunge la presenza di un Paesaggio di Pietro Annigoni e di un’incisione Senza Titolo di Igor Mitoraj.

Il catalogo con le opere è on line, ma a me, ovviamente, interessa mostrarvi le opere che hanno per tema il té e il suo mondo. Potrebbe anzi essere un’occasione per inaugurare una nuova sezione del blog: dopo l’arte del té, il té nell’arte…

Ecco la prima opera:

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Katerina Bakalou, Natura morta

Questa natura morta altro non è che un assemblaggio di oggetti quotidiani che si carica di un significato pieno di ricordi a noi vicini.

Questa la seconda opera: 

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Liliana Pescioli, Natura morta

Un’altra natura morta, più romantica e tradizionale, se vogliamo, ma ugualmente capace di farci sorridere al pensiero di una tazza di té.

Ed infine la mia preferita:

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Paola Staccioli, Teiera

Ecco una teiera di improbabile uso domestico. Pertanto è da collezione. E’ in paper clay, e appare schiacciata, bidimensionale. Solo due uccellini per lato ne animano la superficie bianca da ceramica smaltata della migliore tradizione.

Questo è l’omaggio alla ricerca che propone il té all’edizione 2010 di Arte per la Ricerca. Ho invertito l’ordine degli addendi, non cambia il significato: sfogliate il catalogo, trovate l’opera che fa per voi, e fate sì che la ricerca possa progredire. Pensateci, la prossima volta che sorseggiate una tazza di té.