Archive for settembre 2010

Teapot Island: il regno delle teiere da collezione

La mia minuscola collezione di teiere impallidisce al solo pensiero: Teapot Island è in assoluto la collezione di teiere più grande del mondo. E’ un vero e proprio museo, si trova nel Kent, in UK ed ha un biglietto di ingresso, nonché predispone visite anche per interi autobus di visitatori.

Inutile che stia a parlare della struttura e di chi l’ha ideata, informazioni per le quali potete consultare il sito web. Vi voglio solo mostrare alcuni esempi di queste teiere (che, peraltro, si possono anche acquistare dal catalogo online), perché sono semplicemente stupende! Eccone alcune tra quelle che comprerei:

teapot island

Tea Maxima

Questa è Tea Maxima, della categoria Around Home: mi piace la sua “classicità” nel senso che rievoca l’antichità classica. Quest’altra invece è Lady in Bath, sempre della categoria Around Home:

teapot island

Lady in bath

E questa invece appartiene alla categoria Transport: il suo nome è Ringston’s Merchant teapot (cat):

teapot Island

Ringtons' Tea Merchant Teapot (Cart)

Queste sono solo alcune delle teiere che comprerei ad occhi chiusi. Ma ce n’è un’infinità di bellissime che vale la pena scoprire e ammirare. Buona visita – virtuale, e a chi può anche reale – al museo di Teapot Island!

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Viaggio in treno. E voglio un té

Dopo una vita passata sui treni, è da qualche mese che ho smesso. Ma può capitare una giornata come oggi in cui, dovendo andare a Roma in giornata senza voler spendere un’esagerazione, decido di prendere il regionale. Il regionale Roma-Firenze, con le sue 4 ore di viaggio, ha, si stenterebbe a crederlo, i suoi vantaggi: una volta che si è serenamente consapevoli della lunghezza del viaggio e delle ore di vita da trascorrere nello scompartimento, può donare un relax senza pari. Partire alle 16.43 da Roma, poi, permette in questa stagione di godere del panorama della campagna laziale, con i suoi pascoli erbosi in cui tra le greggi di pecore saltellano timidi e candidi agnellini. Questo succedersi di immagini bucoliche – orati, l’alveo del Tevere, casali, boschi – mi fa pensare all’Orient Express. In realtà non so come sia un viaggio su Orient Express, quello che so l’ho appreso da Agatha Christie, ma me l’immagino così, gaudiosamente rilassata a guardare il panorama.

orient express

E’ così che mi viene voglia di una tazza di té: un darjeeling magari, il cui nome mi trasporta su versi colline ricche di piantagioni, verdi come verdi sono i paesaggi che sto attraversando.

darjeeling

Allora mi sorprendo a immaginarmi di sorseggiare una tazza di té. in un servizio vittoriano ad un tavolino del vagone ristorante. Accanto a me è musica di violini, mentre fuori dal finestrino un agnellino saltella dietro la sua mamma, un batuffolino bianco che in quel verde si trasforma in una margherita.

Un té freddo di inizio settembre…

Basta poco per rilassarsi. Basta poco per rendere piacevoli queste prime settimane di rientro al lavoro dopo le meritate ma sempre troppo poche ferie. Per ricordare ancora un po’ le atmosfere rilassate della villeggiatura, si può allora preparare un bel té freddo al limone, e divertirsi ad apparecchiare la tavola come più ci aggrada. Un po’ d’occhio, un po’ di senso dell’armonia, o anche un po’ di senso dell’humour, e il gioco è fatto. L’importante è la gioia per gli occhi e, naturalmente, il fresco per la nostra mente.

té freddo al limone

un té freddo di inizio settembre

Per il mio tavolino ho preso la consueta tovaglietta etnica, compagna di tanti aperitivi e breakfast in terrazzo, 2 bicchieri facenti parte di un servizio proveniente da Cuba – sarebbero da mohito, ma si adattano perfettamente al té freddo al limone – , una brocca a forma di gatto, tenerissima e divertente, ideale per versare il té freddo nei bicchieri.

Basta poco per rendere piacevole un té freddo in terrazzo nella propria casa di città: il traffico è lontano, il chiacchiericcio dei vicini è un piacevole sottofondo che ricorda il brusio che si sente in spiaggia. Non c’è più l’afa di agosto, ora si sta alzando la brezza. Ma il cielo sempre terso ci ricorda che ancora per una settimana buona sarà ancora estate.

Direttamente da una favola..la teiera della Sirenetta

Sembra uscita da una favola, materializzatasi da un sogno di Salvador Dalì o più prosaicamente dalla fantasia di qualche pittore che ama il mare. Ho scovato questa incredibile teiera in un mercatino quest’estate: è stato amore a prima vista: la teiera a forma di conchiglia, di paguro, per essere precisi, mi ha subito stregato, mi è subito sembrato che, se la accostavo all’orecchio avrei potuto sentire le onde del mare, come nelle grandi conchiglie vere, quelle dei mari del Sud che ognuno di noi spera un giorno di poter trovare su una spiaggia.

teiera-conchiglia

La fantasia vola, questa potrebbe essere la teiera della Sirenetta!

A molti sembrerà kitch, anzi, di sicuro lo è, ma la trovo talmente evocativa e suggestiva da non poter dire altro che è bellissima. E poi mi ricorda il mare, e forse, anche se non lo ammetto, il mare, dove ho vissuto fino all’anno scorso, mi manca un po’.