Archive for agosto 2010

Dall’Islanda il poggia-bustine a forma di teiera

Ha una doppia funzione, in realtà, o almeno io lo utilizzo per una doppia funzione: è allo stesso tempo un poggia-bustine, da utilizzare una volta che è terminato il tempo di infusione in tazza, per poggiarlo a lato invece che buttare via subito la bustina rischiando di colare per terra, e un colino per mettere in infusione il té sfuso. Io per esempio lo utilizzo per preparare i miei esperimenti té nero alla menta-bergamotto o té verde alla limonina, anche perché mi piace vedere dal vivo l’infusione che si espande, le foglie del té e della pianta aromatica che si bagnano rilasciando così il loro profumo, la loro essenza.

poggia-bustine dall'Islanda

poggia-bustine dall'Islanda

Il suo design è quanto mai appropriato: è in acciaio inox e si compone del colino a forma di teiera, che va inserito in un piccolo contenitore circolare, dove si raccolgono le gocce di té che la bustina ancora rilascia dopo l’infusione. Le dimensioni? non più di 7 cm di lunghezza per 5 di larghezza, adattabile al diametro di una tazza di medie dimensioni, dalla bocca non troppo ampia.

La curiosità: proviene dall’Islanda, isola del Nord Europa in cui, immagino, ber il té o comunque bevande calde sia uno dei modi per sopravvivere ai geli artici invernali cui l’isola è sottoposta. Può essere suggestivo prepararsi un té caldo alle pendici di un ghiacciaio perenne, il cui bianco immacolato è striato di nero dalle numerose eruzioni vulcaniche cui l’isola è soggetta. Accanto a noi un geiser sputa ritmicamente acqua calda e solforosa, mentre noi, imbacuccati nei nostri giubbotti, stringiamo tra le mani la nostra tazza, unico calore in una terra fredda e selvaggia, com’è l’Islanda.

Reportage: Un té con le farfalle, Firenze 2010

Non c’è immagine più poetica: prendere il té delle 5 ad un elegante tavolino, servito in un elegante servizio da té in porcellana bianca a fiori blu, in un’atmosfera signorile quale una serra Liberty può suscitare, assorti nella lettura di un buon libro, mentre intorno a noi svolazzano, apparentemente libere e spensierate, variopinte farfalle esotiche, pronte a posarsi sulla nostra mano o sulla tazza vuota, contente di catturare uno sguardo, o l’attenzione. Perché è così: la natura ama farsi apprezzare, ama stupire e meravigliare, ama farci sentire più infimi delle farfalle, creature perfette perché bellissime, vere divinità del mondo animale, stupende creature figlie dei colori del cielo e dei fiori, figlie della perfezione.

un té con le farfalle

Appena in tempo, visto che la manifestazione chiuderà i battenti il 31 agosto 2010, ho partecipato all’evento “Un té con le farfalle” che si è svolto a Firenze tutta l’esate 2010. Dedicato a grandi e piccini, soprattutto agli amanti della fotografia e della natura, l’evento permetteva al pubblico di stare a contatto con farfalle enormi e bellissime, in un clima quasi tropicale quale quello della serra Liberty del Giardino dell’Orticoltura di Firenze, il tutto accompagnato, se si voleva, dal té proposto dalla Peter’s Tea House di Firenze. Le farfalle diventavano così l’adeguato sfondo ai tavolini su cui poggiavano i servizi da té in ceramica bianca a fiori blu della Richard Ginori, un’istituzione nell’area fiorentina.

un té con le farfalle 2010

Servizio da té Richard Ginori - Un té con le farfalle 2010

Ma andiamo con ordine.

Le farfalle, variopinte e bellissime, poggiate su foglie, fiori, steccati, o sul tulle che avvolgeva la serra, la facevano indubbiamente da padrone – del resto la manifestazione è dedicata a loro – mentre intorno si scatenavano le foto, pronte a cogliere il più leggero battito d’ali – si dice che un battito d’ali di farfalla a Hong Kong provochi un tornado nel Pacifico, Jurassic Park insegna –  e ogni minima variazione di posizione su questa o quella pianta. Imperativo categorico: guardare e non toccare! Il motivo è semplice: sono tra gli esseri viventi più delicati che si possano conoscere, e poi toccarle equivale in qualche modo a privarle della loro bellezza, a contaminarle della nostra pessima influenza.

un té con le farfalle 2010

Prendere il té avvolti dai voli di farfalle è poetico e piacevole. Intorno a noi, nella serra Liberty, tutto è natura, tutto è movimento e vita pulsante, e il volo poetico della farfalla si sposa benissimo con la poesia del té.

un té con le farfalle 2010

Ci sediamo ad un tavolino, prendiamo un té nero al bergamotto e gelsomino proposto dalla Peter’s Tea House (che a Firenze, ho scoperto, ha il suo punto vendita in via de’ Fossi 57R) e lo gustiamo, nel servizio da té in porcellana bianca a fiori blu Richard Ginori. Intorno a noi quella splendida farfalla, che quando vola mostra le sue ali di un blu eccezionale, non fa altro che prodursi in evoluzioni ai limiti della forza di gravità, poi va a poggiarsi su un vicino fiore rosso fuoco, mentre intorno a lei altre farfalle variopinte cercano la giusta posizione su un’infiorescenza di orchidacee. Le farfalle più sognatrici cercano invano la libertà: sono appese sul tulle che avvolge il soffitto, da cui passa la luce azzurra del cielo di questa domenica di agosto. Protagoniste inconsapevoli di uno spettacolo, cercano il sole e l’aria pura. Quando usciamo la vediamo libera, una di queste farfalle: lei ce l’ha fatta, lei è uscita fuori, lei ha visto com’è il mondo fuori dalla serra.

un té con le farfalle 2010

un té con le farfalle 2010

Tutte queste riflessioni sono racchiuse nella tazza di té che sto bevendo, un té caldo, non forte, di un colore ambrato,  non scuro, in cui è ben equilibrato il bergamotto con il gelsomino. Chissà quante farfalle sono venute a suggere il nettare ai fiori di quella pianta di gelsomino che ora fornisce il suo profumo al té. Tutto è una catena. E intanto il sole tramonta, mentre le farfalle intonano ancora il loro canto, o meglio il loro ballo, il loro inno alla bellezza imperiosa e sovrannaturale della natura. Beviamo quindi una tazza di té in onore del Bello e del sublime che solo le farfalle, pure ed eteree creature, sanno trasmettere.

Direttamente dal Museum Of Natural History, la “Dinosaur Mug”

In generale non colleziono tazze, anche perché se collezionassi pure loro dovrei uscire di casa io! Ma per la “Dinosaur Mug” ho fatto un’eccezione, per 2 motivi:

1) è un souvenir del Museum of Natural History di New York, in particolare della sua coreografica collezione di scheletri di dinosauro;

2) è semplicemente fantastica!

In cosa consiste la sua eccezionalità? In realtà è una banale tazza di quelle la cui decorazione muta con la temperatura del liquido contenuto all’interno (nel mio caso tutte le volte che voglio utilizzarla per bermi un bel tazzone di té), ma la bellezza è data dal soggetto rappresentato: quando la tazza è vuota vediamo alcuni dinosauri in carne vivi nel loro ambiente naturale di milioni di anni fa, quando invece la tazza è piena di té caldo dei dinosauri restano i loro scheletri, accompagnati dalla didascalia come in un museo e gli alberi dell’ambiente naturale si trasformano in colonne dell’arredamento museale.

dinosaur mug

La "dinosaur mug" nelle sue tre fasi di trasformazione

La “Dinosaur Mug” è una splendida idea regalo sia per grandi che per piccini. Io personalmente la adoro e non potrei veramente farne più a meno. La Dinosaur Mug mi ricorda, ogni volta che la utilizzo, lo splendido viaggio a New York e lo spettacolare Museum of Natural History, nel quale ho passato troppo poco tempo, ma che mi ha regalato splendide emozioni. Così il mio ricordo è affidato ad una tazza, perché spesso gli oggetti hanno questa funzione: ricordarci i momenti ai quali è legato il loro ingresso nella nostra vita. E se il ricordo è legato ad un viaggio è ancora meglio, perché permette di cogliere, di ricordare, sensazioni e attimi, emozioni e stupori che solo quel luogo in quella particolare circostanza ti poteva regalare. Tutto questo mi regala la mia Dinosaur Mug ogni volta che la tiro giù dallo scaffale, la riempio di té e poi la lavo e la ripongo: un tuffo sereno e divertito nei miei ricordi, un momento di rilassata contemplazione degli eventi del passato. Un passato che non torna, certo, ma per il quale ho trovato il modo di non farlo andare mai via.  

Un esperimento: té nero alla menta-bergamotto e limonina

Oggi ho sperimentato una nuova variazione sul tema. Ricordate quando ho sperimentato il té nero alla menta-bergamotto? Bene, oggi ho realizzato un’ulteriore variazione sul tema: té nero alla menta-bergamotto e limonina. La limonina è una pianta aromatica al profumo fortissimo e freschissimo di limone, che la rende ideale come ingrediente di infusi e tisane.

limonina

la limonina

Il suo abbinamento con il té nero (proveniente dal bazar di Damasco)  e con la menta-bergamotto ha la caratteristica di rinfrescare e rendere stuzzicante l’infusione. Il profumo di limone riempie la stanza e l’ambiente.

té nero alla menta-bergamotto e limonina

l'infusione: té nero alla menta-bergamotto e limonina

Il profumo intenso perde forse un po’ al gusto, ma la limonina dona comunque una piacevole e inconfondibile nota acidulata e pungente.

Anche questo può considerarsi un esperimento riuscito!

Twinings Iced Tea

E così la Twinings si lancia sul mercato della grande distribuzione con il té freddo. Come altri marchi prima di lei, la Twinings punta sul té freddo per ampliare il suo pubblico.

Twinings Iced Tea

Twinings Iced Tea alla pesca

Ho visto per la prima volta una bottiglietta di Twinings Iced Tea poco tempo fa: sbucava dallo zaino di un turista straniero in visita al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Essendo straniero, e ignorandone l’esistenza, non sapevo se il té fosse stato acquistato in Italia o nella patria d’origine. Comunque da quel momento ho tenuto gli occhi ben aperti e nella prima occasione utile l’ho scovato al supermercato nel banco delle bibite e dei té freddi.

Da amante del té di solito rifuggo dal té freddo in bottiglia di plastica, ma per questa occasione ho voluto fare un’eccezione: da buona collezionista curiosa devo provare tutto ciò che ha a che fare con il tè, compreso il Twinings Iced Tea.

twinings iced tea

Un té con le farfalle. A Firenze

Scegliere di sorseggiare un tè particolare nelle famose tazze di finissima porcellana di Ginori o immergervi in una bella lettura per poi alzare lo sguardo e vedere un esempleare di Morpho blu o la farfalla idea, o ancora la Cometa del Madagascar che vi planano attorno con eleganza è un’emozione da non perdere. Per questo a Firenze si svolge la manifestazione “Un té con le farfalle“, che offre la possibilità di passare il vostro tempo, tutto quello che volete, nel Tepidario del Roster del Giardino dell’Orticultura. Questa splendida serra in stile liberty ospita al suo interno un bar al quale potete prendere da bere, mentre intorno a voi svolazzano variopinte farfalle di ogni forma e dimensione. Si fatica a pensare che siano insetti, perché sono davvero creature bellissime e poetiche, potreste considerarle delle fatine dei fiori.

Davanti ai vostri occhi si schiude un magico mondo, che incanta grandi e piccini. Alcuni biologi vi spiegheranno tutto ciò che volete sapere sulle farfalle e sulla loro vita e sul miracolo della loro trasformazione, da bruco a crisalide e a splendido insetto volante.

un té con le farfalle - Firenze

la locandina dell'evento

Té e farfalle…l’abbinamento non deve stupire: immaginate infatti di trovarvi in un giardino a sorseggiare una bella tazza di té in completa tranquillità, magari davanti ad un buon libro. Cosa c’è di più sublime e romantico di una farfalla che si viene a posare accanto al vostro tovagliolo, attratta dai fiori che decorano il tavolino?  Da questa suggestione nasce il titolo della manifestazione, che si svolgerà a Firenze fino al 31 agosto, e per la quale si paga un biglietto di ingresso di 8 euro (la bellezza ha un costo!).

Buon té con le farfalle!

le mini-teiere di Charlotte di Vita, per “Trade plus aid”

Sono splendide, e se le compri fai anche una buona azione: sono le mini teiere di Charlotte di Vita, artista impegnata nel sociale, tanto da aver fondato “Trade plus aid“, un’associazione benefica che vuole alleviare la povertà nelle regioni del mondo che ancora la soffrono. Se noi acquistiamo una delle sue creazioni, mini-teiere, tazzine ed altri oggetti stupendi, possiamo dare il nostro contributo alla causa.

Si trovano in vendita in negozi “di lusso”, a metà strada tra la gioielleria e l’oggettistica di lusso (uno di essi, ad esempio, è in via Calzaioli, Firenze), e si notano per i loro colori sgargianti, le loro fantasie da sogno e per le loro dimensioni minime.

Vi propongo qui di seguito qualche esempio:

 

Per concludere riporto una frase di Charlotte di Vita, direttamente dal sito web della sua collezione: “when you give  a gift, make sure that you are giving the gift of a sustainable future and not a pleasure today at the expense of tomorrow“.