Il Karkadé

Visto che siamo in estate, è giusto parlare di quelle infusioni che sono un po’ più “estive”, se ricordate il post sul té d’estate che ho pubblicato qualche tempo fa. Oggi, pertanto, voglio parlare del Karkadé, una bevanda dissetante che deriva dall’ibisco o, per essere più precisi, dall’Hibiscus Sabdariffa, una varietà di Ibisco che cresce prevalentemente in Nordafrica,  Caraibi e America Tropicale. E’ dall’infusione dei suoi petali essiccati che si ottiene il Karkadé, bevanda rossa leggermente acidula che è conosciuta in Europa fin dal XVIII secolo, ma che ha raggiunto il “successo” in Italia nel Novecento, tra le due Guerre. Questa è una curiosità storica: in epoca fascista vigeva il divieto di consumare prodotti non italiani, come il té, per esempio, mentre il karkadé, che era prodotto in Eritrea, all’epoca colonia italiana, fu considerato degno di essere importato e bevuto in grande quantità.

ibisco

il fiore dell'ibisco, della stessa famiglia della pianta del Karkadé

Non contiene caffeina, è un ottimo rinfrescante e dissetante, diuretico, digestivo, ricco di vitamina C. Si beve sia caldo che fresco e costituisce anche la base per numerosi infusi aromatizzati, solitamente in abbinamento con la rosa canina e frutta essiccata di vario tipo: in questo caso avremo infusioni il cui colore predominante è il rosso intenso e in cui si avverte una più o meno forte nota acidulata. Il rischio infatti, per molte infusioni di questo tipo, è che si senta solo il karkadé, mentre il resto degli ingredienti dell’infusione passa in secondo piano. Il karkadé ha un sapore molto intenso, una personalità molto forte, se vogliamo definirla così, per cui non va d’accordo con tutti i tipi di abbinamento, ha bisogno di contrasti piuttosto forti, altrimenti prevale solo lui. E questa è una considerazione che faccio a partire dall’esperienza di tante e tante tisane assaggiate ai frutti o ai fiori più disparati, ma che poi riconducevano ad un unico solo flavour: quello del karkadé.

karkadé

il rosso intenso del karkadé

credits: le informazioni per scrivere quest’articolo sono tratte da uno dei fogliolini informativi a disposizione dei clienti de La via del té di Firenze, e che io, naturalmente, mi sono procurata. 

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