Kakuzo Okakura, Lo zen e la cerimonia del té

Illuminante. Non esistono altre parole per definirlo. Pagina dopo pagina mi rendo conto che finora ho perso tempo: non avevo capito niente o quasi, per esempio, della misteriosa gestualità nella cerimonia del té giapponese cui ho assistito un mese fa (e che ho descritto qui), niente deppure dell’origine del té cinese. Finora ho bevuto infinite tazze di té senza sapere cosa stavo facendo: un po’ come visitare (per me è così), un museo di arte contemporanea senza capire nessuna delle opere esposte, oppure come visitare un museo ai archeologia e guardare distrattamente le vetrine ricche di vasellame sempre uguale eppure sempre diverso, senza chiedersi chi lo producesse e perché.

Kakuzo Okakura è un personaggio emblematico della cultura giapponese recente. Vissuto in quella fase storica, a cavallo tra ‘800 e ‘900, in cui il Giappone voleva modernizzarsi per non soccombere al “Disastro Bianco” costituito dal mondo occidentale, attuando in questo modo un’llucinante cancellazione della propria cultura e della propria tradizione, Okakura studiò a Tokio in un’università occidentale. Ma qui, “folgorato sulla via di Damasco”, realizzò che non si doveva perdere quel ricco ed eccezionale patrimonio di cultura che il Giappone stava invece volontariamente alienando da sé.  Così Okakura improntò tutta la sua vita da un lato alla salvaguardia e alla diffusione della conoscenza della cultura orientale, dall’altro all’esportazione della cultura occidentale in Occidente, perché dalle differenze tra Occidente ed Oriente non scaturisse disprezzo ma una più intima comprensione.

Okakura affronta la spiegazione della cultura giapponese, e dello zen cui essa è improntata, impostandola da un punto di vista particolare, quello del té. Il té come fulcro della cultura orientale, come sua espressione e manifestazione in cui meglio emergono i principi zen. Il té è centrale, è una “religione estetica”, il téismo, una filosofia che esprime insieme all’etica e alla religione la concezione giapponese dell’uomo e della natura. Essa è “igiene, in quanto costringe alla pulizia; è economia, in quanto mostra che il benessere va ricercato nelle cose semplici (…), è geometria morale, in quanto definisce il rapporto armonico tra noi e l’universo. Rappresenta l’autentico spirito della democrazia orientale, giacché trasforma tutti coloro che gli sono devoti in aristocratici del gusto.” (p. 11).

Così Okakura racconta la storia del té, la sua origine e la sua evoluzione, il suo costante legame con lo zen e i suoi princìpi, tutta la filosofia (se così la si può definire) che sta dietro l’opera dei Maestri del té, dalla stanza del té (sukiya) al giardino del té (roji), alle composizioni floreali che animano il takemono, l’altare nella stanza del té. Chi legge il libro ne esce arricchito, saprà qualcosa in più sul Giappone, sulla Cina e sulle loro tradizioni e vedrà che in qualche caso ci sono dei punti in comune con il pensiero occidentale. Molte differenze, certo, ma è nella differenza che sta la bellezza. Alcune pagine sono di pura poesia, altre sono invettive (peraltro ancora attuali) contro la grettezza dei costumi moderni e occidentali, altre sono la narrazione di leggende che hanno un che di elegiaco, come la leggenda dell’Arpa domata, arpa ottenuta dal legno di un albero pregiatissimo che poté essere suonata solo da un maestro musico che cantò la natura e le sue meraviglie.

Non mi voglio addentrare nella spiegazione del pensiero zen, non ne sarei all’altezza. Ma vi invito a leggere questo libro per avvicinarvi ad esso. Non siate diffidenti, scoprirete un modo di pensare diverso dal nostro, ma vedrete che, a ben guardare, i desideri e gli interrogativi dell’uomo son sempre gli stessi, in ogni parte del mondo. Beviamoci una tazza di té!

6 responses to this post.

  1. […] Da Kakuzo Okakura, Lo zen e la cerimonia del té, pp. 22-23 e nota 3 p. […]

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  2. Posted by crazycloud on 24/11/2010 at 22:55

    ciao! Descrizione perfetta che condivido in pieno ma l’alcova della bellezza nella stanza del tè è il tokonoma. In esso vengono posti fiori e splendide calligrafie che governano il rito sacro della cerimonia del tè. Al tokonoma i partecipanti

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  3. Posted by crazycloud on 24/11/2010 at 23:00

    ..rendono onore in questo luogo fuori dal tempo e dallo spazio alla Bellezza. Credo che lo leggerò di nuovo!🙂

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  4. Posted by Stefano on 29/07/2012 at 08:12

    Ho visto il libro in Feltrinelli e ne sono stato subito attratto. La cultura orientale, di cui sono completamente digiuno, mi ha sempre affascinato e questa mi sembra l’occasione giusta per assaporarla.
    Grazie per la recensione, è davvero utile per chi, come me, si approccia a Okakura senza conoscerlo; comprerò il libro.

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  5. […] sbalzata in un mondo totalmente nuovo, del quale poco conosco, eccetto quello che ho letto ne “Lo zen e la cerimonia del tè” di Kakuzo Okakura; un mondo fatto di cerimoniale, di cura e attenzione alle piccole, minuscole cose, attenzione che […]

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  6. […] però, cadde in disgrazia in circostanze mai chiarite. Avevo conosciuto questa vicenda leggendo Lo zen e la cerimonia del té di Kakuzo Okakura, libro illuminante che mi ha aperto un mondo che all’epoca ancora non conoscevo. […]

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