Archive for maggio 2010

Se bevi té la tua concentrazione migliora

Ecco una notizia per tutti gli studenti!

Avete problemi di concentrazione? Non riuscite a focalizzare gli argomenti e la vostra soglia dell’attenzione dura 5 minuti? Vi distraete guardando una mosca che vola? Ecco un aiuto e un consiglio: quando studiate, bevete una tazza di té!

Pare, così dicono almeno qui, che bere té aiuta a concentrarsi, a stare con la mente attiva, sveglia e reattiva più a lungo. La capacità di concentrazione di ciascuno di noi raggiunge il livello massimo tra le 9.30 e le 11.30 del mattino, mentre diminuisce verso le 13.00. Chi beve 2-3 tazze di tè nell’arco della giornata (la mattina presto, in tarda mattinata e il pomeriggio) riesce a mantenere un livello di concentrazione più alto di chi non beve tè. Questo è già un aiuto quando si è  a lezione. Ma poi? Semplice: il pomeriggio, quando si studia a casa, al posto della merenda, o insieme alla merenda, l’ideale è prepararsi un bel té, buono e corroborante.

Da profana, dopo aver letto questa notizia, mi è effettivamente venuto in mente che la teina altro non è che un eccitante al pari della caffeina, e che quindi forse è alla sua presenza che va imputato l’aumento dell’attenzione. Meglio, no?

Eppure, se ripenso ai bei tempi in cui studiavo (per tutta l’università, e comunque fino a non tantissimo tempo fa) aspettavo il momento della pausa del té come scusa per distrarmi dallo studio. Ricordo che, peraltro, la tazza di té non era mai una, ma mi preparavo anche 3 o 4 tazze di té diversi (il che vuol dire scaldare per 3 o 4 volte diverse l’acqua e scegliere per 3 o 4 volte diverse una diversa infusione). Insomma, il té aiuterà anche la concentrazione, ma io sfruttavo la pausa del té come scusa per distrarmi… Comunque alla fine mi sono laureata con una buona tempistica e con ottimi voti. Forse è merito anche del té?

studiare troppo

effetti derivanti dal non bere té quando si studia...

Salon de Thé Mariage Frères

Camerieri in livrea, atmosfera da Belle époque. Un luogo signorile ed elegante che si apre nel Marais. Siamo a Parigi e il Salon de Thè Mariage Frères è da sempre un’istituzione. Nella capitale francese ha tre sedi, e quella del Marais (30 rue du Bourg-Tibourg, Paris 4e) è speciale, perché al piano superiore ha un piccolo museo che narra dei tempi in cui i vascelli solcavano i mari verso l’India, la Cina e il Giappone e la compagnia Mariage Frères importava il té da quelle terre. Oggi i vascelli non solcano più il mare, ma la magia resta.

mariage freres

Il Salon de thé Mariage Frères nel Marais è organizzato in tre spazi distinti: la sala da té vera e propria, con i suoi tavolini tondi, le tovaglie bianche, le teiere bianche con la parte superiore in ottone, le tazze col logo della Maison de thé. Ambiente luminoso, piante ornamentali, specchi. La lista, il menu, è davvero infinita, gli aromatizzati vanno dal semplice té alla pesca ai più evocativi ed elaborati thé Renaissance oppure thé sur le Nil, té verde aromatizzato agli agrumi. I té puri sono tantissimi: vasta la gamma dei té neri e dei té verdi, naturalmente presente il té bianco  e persino il rarissimo té giallo. La scelta è ardua e difficile. Viene voglia di sperimentare e, naturalmente, non si resta delusi. Insieme, se si vuole, si può gustare della pasticceria da té, tra dolcetti e fette di torta.

Il secondo spazio è quello del Museo, di cui si è già detto.

salon de the mariage freres

Il terzo spazio è, all’uscita, la boutique o, per dirla meglio, “le comptoir de thé“. Qui si trova tutta la gamma dei té che potenzialmente si possono gustare nella sala da té adiacente più alcuni notevoli gadget come il cucchiaino col logo, il servizio fa té di Mariage Frères o altre teiere, l’ovetto per infusione, gli strumenti per preparare il matcha…l’elenco potrebbe non finire.
Quella di Mariage Frères è una sala da té elegante, raffinata, di pregio, come ce ne sono poche. Qui l’apparenza conta al pari della sostanza: il té è naturalmente di ottima qualità e l’ambiente lo fa apprezzare ancora meglio.

Trenta e lode a Mariage Frères.

Un té nel museo? Sì, all’Archeologico di Firenze

Quale può essere il legame tra il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e la cerimonia del té giapponese? E’ Marguerite Yourcenar. L’autrice di “Memorie di Adriano” è in qualche modo legata al Giappone, ma soprattutto è legata alle figure dell’imperatore romano Adriano e del suo amato Antinoo, bellissimo giovane al quale, alla morte, Adriano dedicò una città in Egitto, Antinoe.  In quella città sono stati condotti scavi archeologici i cui risultati e i cui reperti sono stati esposti in occasione di una mostra proprio all’Archeologico di Firenze e cui appartengono. Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, infatti, vanta una sezione egittologica che per importanza è seconda solo al Museo Egizio di Torino.

Ma torniamo a noi. Al termine della conferenza in cui si è parlato proprio della città di Antinoe, di Marguerite Yourcenar e del suo rapporto col Giappone, si è svolta, nei locali del piano terra del Museo una suggestiva cerimonia del té giapponese, ad opera di un Maestro del té in abito tradizionale che ha preparato il té matcha.

Innanzitutto a tutti gli astanti è stata data una tazzina di té matcha, molto carico, accompagnato da alcune zollette colorate di zucchero e da alcuni biscotti. Mentre si assaporava il té il Maestro, senza curarsi della presenza né dell’attenzione del pubblico, ha cominciato la sua cerimonia.

Per prima cosa ha tolto le infradito tradizionali, poi si è voltato ed è andato a prendere posizione su un tappetino su cui aveva già predisposto i vari strumenti necessari alla preparazione del Matcha. Si è inginocchiato e ha cominciato. Innanzitutto ha preso un fazzolettino con cui ha pulito gli strumenti, la tazza, bassa e larga e lo strumento in bambù che serve a versare il matcha dentro la tazza.

Ha controllato che tutto fosse a posto e ha cominciato. Ha preso una tazza, l’ha posata davanti a sé. Ha preso un boccettino blu dentro il quale sta il matcha, l’ha aperto e ha preso con lo strumento apposito, che è un bastoncino lievemente curvato in cima a formare una spatolina, un piccolo quantitativo di polvere di té matcha, che ha subito versato nella tazza. Poi ha preso un mestolo di bambù, di quelli tradizionali giapponesi, cilindrico e di piccolo diametro, e ha preso un po’ d’acqua calda da una teiera. A questo punto ha compiuto l’operazione più importante: ha preso il frullino apposito in bambù e ha cominciato a frullare il contenuto della tazza per far sciogliere il té in polvere ed ottenere un té molto denso e forte. A questo punto il Maestro poggia la tazza alla sua destra, fuori del tappetino, dopo averla girata un po’ tra le mani. Qui un inserviente prende la tazza e la serve ad un fortunato tra i presenti.

L’operazione viene ripetuta per più tazze, nel silenzio più totale dei presenti, un silenzio carico di rispetto, di curiosità, di ammirazione.

cerimonia té matcha

gli strumenti della cerimonia del té giapponese

Speciale Twinings: ecco i miei acquisti a Londra

Nello scorso post vi ho descritto il negozio Twinings a Londra. Oggi vi racconto i té che ho acquistato al suo interno! Quello che segue è un lungo elenco condito con qualche mia osservazione.

cofanetto TWININGS speciality tea selection: selezione di 6 classici Twinings: English Breakfast, Earl Grey e Lady Grey, Assam e Darjeeling. Inutile dire che la bustina è diversa da quella italiana.

assam twinings

Lapsang Souchong della linea Twinings Aromatics: per essere un Lapsang Souchong è molto leggero, per cui si sente poco il forte carattere di affumicato che è caratteristico di questo tipo di té. Può darsi che questo sia un limite dovuto alla scelta della bustina rispetto al té sfuso, oppure potrebbe essere una precisa volontà di mercato di non scandalizzare i sensibili palati inglesi.

Chai della linea Twinigs Aromatics: anche in questo caso la bustina, o forse la volontà di mercato limita le potenzialità di questo té speziato con zenzero e stecche di cannella.

–  Twinings Green tea with cranberry: uno splendido accostamento, quello tra té verde e i mirtilli rossi. E’  profumato e delicato.

– Twinings Green tea Seasonal edition with Mango: abbinamento stuzzicante e che all’epoca ancora non conoscevo e che mi ha dato grande soddisfazione.

Twinigs white tea with pomegranate: entusiasticamente lo avevo definito splendido e sublime. E ovviamente innovativo. In Italia credo che i té bianchi aromatizzati debbano ancora arrivare, naturalmente parlo della bustina per la grande distribuzione, mentre la Twinings UK sperimenta nuovi abbinamenti, nuovi flavours. Questo è un té leggero e dissetante, soavemente profumato. E poi diciamolo, è anche di tendenza: perché la melograna come ingrediente in cucina è la moda del momento; quindi perché non nel té?

twinings white tea with pomegranate

Twinings fresh&fruity Pomegranate&Raspberry: infuso dal profumo dolcissimo e al tempo stesso delicato, colore rosso vivo così come lo evoca la confezione fucsia , gusto che non smentisce l’impressione olfattiva.

twinings fresh&fruity

Twinings “a moment of calm” Cherry&Cinnamon: splendido infuso, mix sapiente di dolci profumi perfettamente amalgamati. L’aroma ha in sé un nonsoche di orientale e di tisana di montagna. Dolce ma non stucchevole.

Speciale Twinings!

Un piccolo latente sogno è diventato realtà: nel lontano (ormai) 2008 ho fatto visita, e che visita, al negozio Twinings al civico 210 dello Strand, in pieno centro di Londra, negozio fondato nel 1706, mai chiuso, mai trasferito, portatore di una trecentenaria tradizione in fatto di té.

twinings

Il negozio Twinings al 210 dello Strand

Di fronte alla Corte di Giustizia, è un negozietto in realtà piuttosto piccino, un corridoio circondato da scaffali contenenti il prezioso té in tutte le gamme, oltre ad altri gadget, quali tovagliette (presa!), portabustine (preso!), cartoline (prese!). Non mancano accanto alle confezioni con le bustine, le latte col prodotto sfuso (loose tea), e le bustine singole con cui io, ovviamente, sono andata a nozze! E non mancano costosissimi cofanetti in legno, veri pezzi da veri collezionisti, che io ho lasciato però ad altri più motivati di me (cioè, io avrei voluto, ma il mio portafogli no!)! In fondo al negozio si intravvede una piccola sala da té che però non ho sfruttato, nonostante fossero le 9 del mattino, ora dell’English Breakfast.

Visibilmente soddisfatta della mia visita, non posso fare a meno di citare la mitica pubblicità anni ’90 della Twinings:

“Il té è un grande rito che devi rispettar,

la teiera prima scalderai poi Twinings sceglierai.

Leggero e dorato, o forte e profumato,

è Twinings il grande intenditor

è Twinings sissignor!”

UN ESPERIMENTO RIUSCITO: tè nero alla menta-bergamotto

La menta-bergamotto è una particolare varietà di menta dal profumo leggermente agrumato: questo la distingue dalle altre varietà di menta, come la piperita, per esempio. Me ne sono procurata una pianta alla Mostra Mercato dei Fiori e delle Piante di Firenze, lo scorso 25 aprile. Oggi l’ho sperimentata come aromatizzante per il mio tè nero del Bazar di Damasco.

Il risultato è superlativo! Ho messo due foglie di menta-bergamotto spezzettate nell’ovetto insieme ad un cucchiaino di tè nero, ho lasciato in infusione per 3 minuti et voilà! È risultato un tè nero che profuma di agrume. Il profumo è molto delicato, e non si percepisce la menta, se non per il fatto che non si riesce ad individuare esattamente l’agrume cui si richiama il profumo. Al gusto l’agrume lascia lo spazio alla menta anche se, bisogna dirlo, non si tratta sicuramente di un tè alla menta canonico. Il fresco pizzicore che dà il tè alla menta canonico (che peraltro solitamente si fa col tè verde) qui non si percepisce, ma si ha solo un lieve sentore sul finale, quasi fosse il retrogusto.

cup of tea

Mi ritengo molto soddisfatta di questo esperimento, di questo té nero alla menta-bergamotto perché ho scoperto un nuovo gusto per il mio tè quotidiano, un tè aromatizzato inedito che, se vi capita tra le mani qualche foglia di menta-bergamotto, vi consiglio di sperimentare!

Asterix e il té

 

Questa è una striscia che in cui mi ero imbattuta qualche anno fa girovagando nel web. Impossibile risalire all’origine, pertanto la voglio riproporre. Ecco a voi, la scoperta del té da parte dei Galli di Asterix e Obelix!