Breve viaggio nel (mio) mondo del té

per chi ama il , come me, per chi, come me, ama sperimentare, non c’è niente di meglio, quando si va all’estero, di provare il té che all’estero viene bevuto, che si tratti di una nazione in cui la tradizione del tea-time è forte, come Gran Bretagna e Giordania, oppure di uno stato in cui il té è arrivato tardi e non esiste una forte tradizione, come la Francia o la Germania, o gli USA.

Voglio cercare di spiegare qui come il viene percepito e consumato nei paesi esteri in cui io e Lorenzo ci siamo recati, per quello che ho potuto capire.

Cominciamo dalla Gran Bretagna, ovviamente. Del té a Londra ho già parlato qui, e nel diario ho raccontato la nostra disavventura nel tentativo, fallito, di trovare il Brahma Museum of tea and coffe. A Londra la Twinings la fa da padrona, il suo negozietto sullo Strand è la mecca per gli amanti del genere. Visitando il negozio Twinings, ma anche facendo un giro in un supermercato di Earl’s Court, mi sono resa conto che “Paese che vai Twinings che trovi”, ovvero che non tutte le produzioni Twinings raggiungono l’Italia. Il che è un peccato perché io ora dove me lo procuro il té bianco al melograno? Da Harrod’s, ad un prezzo più elevato, si può acquistare invece qualcosa dell’omonima collezione, che consta ovviamente del classico English Breakfast e dell’Earl Grey, ma anche di un vasto assortimento di infusi profumatissimi ed esotici. A Londra, e quindi in tutta la Gran Bretagna, il té è tra le bevande più consumate, forse addirittura supera l’acqua e la birra, e non è strano, perciò, trovarlo nei negozi di souvenir accanto alle cartoline! Ovviamente ho comprato anche quello…

twinings

Passiamo alla Francia. A Parigi sono stata in due splendide sale da té, di cui ho parlato qui. Una, di tradizione araba, è splendida per il té alla menta, il té tipico in Medio Oriente e nell’Africa mediterranea. Si trova nel quartiere latino, splendidamente arredata, tanto che l’atmosfera arabeggiante di ori sete e specchi è affascinante. Per soli 2 euro un bicchiere di puro piacere, zuccherato e delizioso. L’altra sala è di tradizione decisamente europea. E’ il Salon de thè des Frères Mariage. A Parigi ha 3 sedi, e io conosco solo quella del Marais. Ambiente sofisticato, con i camerieri in livrea, servizio ottimo, e chiaramente costoso, dove una tazza di tè giallo, il più pregiato, costa la bellezza di 37 euro. Di un posto così non si può non innamorarsi! Attiguo alla sala è un negozietto in cui si può acquistare tutto il té che si vuole, tra gli ottimi blend sulla carta o i classici e puri té direttamente importati da India, Ceylon, Cina e Giappone.

La Germania non mi ha offerto particolari attrattive, ma solo qualche suggestione: ai tedeschi piace dolce: blend dolcissimi in cui la fanno da padrone la ciliegia, i frutti rossi, la vaniglia…tutti profumi dolcissimi, sia che si tratti di infusi sia che abbiamo davanti un rooibos (ndr: arbusto sudafricano da cui si ricava una bevanda utilizzata per infusioni ma senza teina) o un altro tipo di té nero. Il mercatino di Natale di Monaco, poi, è l’occasione per provare blend ancora più speziati e avvolgenti.

marcatini di natale monaco

La Giordania mi ha regalato delle soddisfazioni. Come ogni paese arabo che si rispetti, la cultura del è molto diffusa. Spesso nelle aree turistiche e di ristoro si trova qualche ragazzetto che per un dinaro ti versa un bicchiere fumante di té alla menta o alla salvia. La tradizione beduina detta che in ogni tenda nera ci sia un focolare su cui sta a bollire il té per gli ospiti. Ciononostante la Lipton è giunta fin qui e la sua pubblicità fa mostra di sé per le strade di Amman.

giordania

New York, infine. Se volete qualcosa di innovativo andate a Chinatown e chiedete il Bubble Tea, un té freddo addizionato con perle gelatinose di tapioca. Sensazione strana ma piacevole, nel momento in cui si beve, e soprattutto la certezza di stare provando una cosa che solo pochi dei milioni di turisti a New York ogni anno provano!

L’unico neo di Chinatown è stato per me la delusione nello scoprire che il té cinese comprato in un negozio del quartiere in realtà è confezionato a Los Angeles. Per una volta che il made in China poteva essere una garanzia di qualità…

Quanto al resto ho sperimentato solo una volta una cerimonia del té cinese, a Higan, Abano Terme, nel 2007, e una cerimonia per la preparazione del té giapponese Matcha a Genova. La cerimonia di Higan era stata molto suggestiva, con un vero maestro del té che per un’oretta ci ha trasportato in Cina, a preparare il té Oolong in quella piccolissima teiera e a berlo in quelle ancor più piccole tazze…La cerimonia del té matcha è stata invece un bell’avvicinamento ad un aspetto della cultura giapponese, certo, ma mutuato da un giapponese che ormai da molto tempo si è occidentalizzato ed ha cercato di fondere i vari aspetti contrastanti di due culture, giapponese ed europea, per molti versi contrastanti tra loro.

2 responses to this post.

  1. Posted by Perennemente Sloggata on 29/04/2010 at 10:10

    Per me è stato un dramma scoprire alcuni gusti Twinings favolosi e non trovarli più nemmeno in Inghilterra😦 Ma non mi do pervinta.

    Rispondi

    • Brava! Mai darsi per vinti!
      Io sono stata a Londra due volte e alcuni té e infusi che avevo scovato la volta precedente non li ho ritrovati la volta dopo! Inoltre ho scoperto che in Francia si trovano dei Twinings che non ho trovato neanche a Londra! Io la vedo così: mi piace la varietà e constatare che in nazioni diverse vengono esportati prodotti diversi sulla base, probabilmente, di indagini sui gusti dei cittadini. La vedo come un’opportunità per sperimentare sempre nuovi blend e nuovi abbinamenti

      Rispondi

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