L’ABC: la classificazione dei té

Innanzitutto bisogna sapere di cosa stiamo parlando. E che cosa stiamo bevendo. I té non sono tutti uguali. Ne esistono più tipi, corrispondenti a diverse lavorazioni. Tutti però derivano da un’unica origine: la camellia sinensis, una varietà di camelia che, al contrario della sua sorella da fiore, la camellia japonica, non è importante per i suoi fiori, ma per le sue foglie. Sì, perché è dalla varietà sinensis della camelia che sono tratti i germogli che, variamente essiccati, lasciati fermentare ed eventualmente associati con aromi vari, nascono i vari tipi di té che riempiono e profumano la nostra dispensa.

Ecco allora una veloce classificazione dei vari tipi di té che può capitarci di bere.

  • té verde: è ottenuto col sistema di lavorazione più antico: subito dopo la raccolta, le foglie vengono “cotte” con un riscaldamento termico che blocca gli enzimi che altrimenti ossiderebbero la foglia. Il té è così stabilizzato e resta verde. Le foglie vengono poi arrotolate e manipolate variamente; infine si essicca. La forma della foglia può essere appiattita, arrotolata, raccolta a mazzetto. Al té verde appartengono tutti i té giapponesi.
  • té nero: è il più consumato sul mercato europeo. E’ un té fermentato e, quindi, ossidato. Si lascia appassire la foglia, poi la si arrotola e la si fa ossidare completamente.  
  • té oolong: la sua lavorazione è un processo intermedio, perché il processo di ossidazione viene interrotto. Si tratta di un té semifermentato (semifermentato è l’altro nome con cui l’oolong viene chiamato).
  • té bianco: è un altro té semifermentato: si raccoglie il té e lo si fa semplicemente essiccare al sole.
  • té postfermentato: altrimenti detto Pu-her. Si tratta di un té verde stabilizzato che però viene messo in condizione di essere rifermentato (da qui la definizione di postfermentato) in ambiente umido e caldo, ed infine asciugato. Di solito in Cina è confezionato sottoforma di pane di té pressato.
  • té giallo: ebbene sì, esiste anche il té giallo. Molto più raro, è una categoria di té verde che dopo la stabilizzazione è lasciato a stufare.

Fin qui le categorie di té di base. A queste vanno aggiunte le successive lavorazioni:

  • té profumato: è il té, verde, nero o bianco, aromatizzato ai fiori, quali gelsomino, rosa, osmanto.
  • té aromatizzato: è il té, verde o nero, arricchito con aromi più o meno naturali e/o spezie.
  • bouquet di té: è un’invenzione recente. Si tratta di palline di foglie di té con, al loro interno, dei fiori, di gelsomino o di osmanto, chiusi ad essiccare. Messo in acqua, il bouquet si apre a fiore creando bellissime coreografie all’interno della teiera, o della tazza (rigorosamente in vetro, sennò che gusto c’è?)
  • blend: più volgarmente detta miscela, è l’unione di vari té diversi per creare un gusto nuovo. L’English breakfast, ad esempio, è il più famoso dei blend, in quanto nasce dall’unione di té neri di provenienza diversa, che insieme creano una miscela unica e irripetibile.
  • té in bustina: i puristi rabbrividiscono al pensiero, ma il té in bustina è il più bevuto in Occidente. La bustina è pensata per essere monoporzione, pratica perché non necessita di tutti gli orpelli che servono invece per mettere in infusione delle foglie sciolte. Nel tempo la bustina si è evoluta sia nella forma che nel materiale di cui è costituita. La forma che al momento è più in voga è la piramidale, molto grande e spaziosa, che permette alle foglie all’interno di liberare nell’acqua il proprio contenuto meglio sicuramente della vecchia bustina quadrata e bidimensionale.

One response to this post.

  1. […] té, sale da té, té in Germania, té in Medioriente, twinings. Lascia un commento per chi ama il té, come me, per chi, come me, ama sperimentare, non c’è niente di meglio, quando si va […]

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