Archive for marzo 2010

La mia camellia sinensis: il travaso

Travasare una pianta è un’operazione delicata, ma necessaria quando la piantina è troppo stretta in un vaso troppo piccolo per lei o quando si vuole dare alla piantina lo spazio utile per poter crescere in altezza e in grandezza. Così è stato nel caso della mia piccola Camellia Sinensis che vi ho presentato ieri. Vi voglio mostrare tutte le operazioni di travaso perché anche se si tratta di un’operazione che poco ha a che fare con il té, è comunque un’operazione utile a chi, come me, non ha il pollice verde e ha bisogno di essere accompagnato passo passo nelle operazioni anche più semplici. Ecco dunque la successione dei lavori:

camellia sinensis Questa è la piantina di partenza. Ho voluto procedere con il travaso perché il vasino nel quale mi era stata venduta mi sembrava un po’ troppo piccolo: alcune piccole radici infatti stavano sbucando fuori dai piccoli forellini sul fondo del vaso. Era questione di tempo, ma il travaso si sarebbe reso comunque necessario!

travasare la camelia

Per procedere si prende in mano il vasino con la pianta avendo cura di agganciare lo stelo della pianta. Questo serve nel passaggio successivo, quando si capovolge il vaso e lo si estrae, stando attenti a non rovinare le radici. Se le radici sono troppo aderenti al vaso (non è stato questo il caso) si può dare qualche coppetto sulla parete del vaso per aiutare il distacco:

travasare la camelia    Ecco quindi i passaggi relativi al travaso. travasare la camelia

Per prima cosa capovolgere il vaso, poi estrarlo: rimane la piantina con le radici che trattengono tutta la terra.

Ora c’è solo una cosa da fare: piantare la nostra camelia in un vaso più grande:

travasare la cameliaOra non resta che riempire il vaso con terra acida, torbosa, mista a sabbia.

                                                                                       travasare la camelia

Infine, ultimo step, innaffiare la terra, in modo da far riprendere alla pianta il suo normale ciclo di vita.innaffiare la camelia

Vi presento la mia piccola Camellia Sinensis!

Vi presento la mia piccola Camellia Sinensis, acquistata a Sant’Andrea di Compito, in occasione della manifestazione Antiche Camelie della Lucchesia, direttamente dal coltivatore e produttore di té Guido Cattolica:

camellia sinensis

La mia piccola camellia sinensis

 Vi terrò aggiornati sul suo sviluppo e la sua crescita. Per ora, pubblicherò presto un post al riguardo, ho provveduto a travasarla, per sistemarla in un vaso un po’ più grande di quello in cui mi è stata venduta, facendo attenzione a scegliere una terra sufficientemente acida e ovviamente a non rovinare le radici.

Teatime blog: un blog sul té di cui sento la mancanza

Quando ho cominciato ad appassionarmi al té sono stata accompagnata nella mia opera di avvicinamento a questo magico mondo da un blog, per la precisione il teatime club blog.

Esso univa alle informazioni più approfondite i reportages dei viaggi compiuti dal suo curatore, le descrizioni delle sale da té più belle, gli eventi che giornalmente vengono organizzati intorno alla cultura del té (degustazioni, lezioni, cerimonie del té). Fu, per citare un esempio, proprio grazie al teatime blog che io venni a conoscenza di Higan, una manifestazione dedicata alla cultura orientale, che nel 2007 verteva in modo particolare sul té. Se andate a vedere l’articolo che il teatime blog riportava, troverete ancora i miei commenti entusiasti.  

Ecco, mi piacerebbe che questo mio piccolo blog diventasse come a suo tempo fu il teatime blog: un punto di incontro e di riferimento per appassionati, curiosi e semplici bevitori. Come ho già detto altrove, non ho la pretesa di essere scientifica e di portare al volgo la verità rivelata sull’argomento. Sono una dilettante che si diletta a discorrere con altri dilettanti sull’argomento più piacevole di tutti: una bella tazza di té. E se posso essere utile, tanto meglio!

L’arte del ricevere, di Claudia Frank e Francesca Natali

Oggi, e da oggi, si parla di libri. Libri che, inutile che ve lo dica, hanno in qualche modo a che fare col té: dalle cerimonie, ai tipi, al modo di servirlo, alla cultura che vi sta dietro, al suo impiego in cucina, ai romanzi e racconti cui fa da sfondo o è di ispirazione.

Apriamo, in sostanza, una biblioteca del té, uno scaffale virtuale da sfogliare, leggere e gustare mentre si sorseggia una tazza fumante di té.

Cominciamo oggi con un libro che ho fortemente voluto quando ne ho scoperto l’esistenza nel 2006, edito da Baldini Castoldi Dalai editore. Il libro è L’arte del Ricevere, di Claudia Frank e Francesca Natali. Parla di un mondo splendido, di feste cocktail cui invitare più di 20 persone e per le quali assumere anche camerieri…tutte cose che non mi posso permettere, ovviamente: ma non sia mai che a imitare il grande anche nel piccolo possa uscire qualcosa di buono. 

Il sottotitolo recita “Quando il gesto dell’ospitalità diventa arte ed emozione“. E cosa c’è di più artistico ed emozionante di una bella tavola approntata per il té? Del resto dice la stessa autrice Francesca Natali “L’arte di offrire il té è come l’arte del ricevere: una lunga tradizione che si rinnova nel tempo con i suoi rituali e le sue cerimonie abbracciando popoli e culture senza confini per esprimere il senso dell’accoglienza e dell’ospitalità.

arte del ricevere copertina

Il volume è fondamentale per chi ama, o deve, organizzare un party, dal più formale al più informale, dal pic-nic al ricevimento, dal cocktail al té delle Cinque. Le autrici ci accompagnano passo passo nell’organizzazione, nella scelta dei menù, dell’arredamento, degli inviti…tutto ciò che ci può passare per la testa è già stato sapientemente studiato e predisposto per noi in questo libro. Immagini stupende corredano il testo, invogliandoci ad organizzare anche noi un party sofisticato o un tranquillo té con le amiche.

E il té ricorre spesso sulle tavole organizzate dalle nostre autrici: nel party soft thai, per esempio, dove si propone una cucina a base di té in mezzo ad atmosfere orientali ottenute con l’aiuto del tavolo da buffet travestito da giardino esotico; oppure in una cena “da film” che ricrei l’atmosfera coloniale africana. Saremo accompagnate nella scelta del té giusto, del corretto modo di servirlo e di accompagnarlo.

Arte del Ricevere è oggi un “marchio” importante nel campo del té. Basti solo dare un’occhiata al suo sito web per capire quale posizione ha assunto nel panorama italiano del té: Arte del Ricevere vuol dire sala da té (L’arte di offrire il thé, a Milano), è rivenditore di té online, è corsi sul té, è libri sul té. In poche parole è un mondo che va assolutamente conosciuto e scoperto. Ed è davvero un peccato che io abiti lontano da Milano…

Scopro oggi con rammarico (v. commenti qui sotto) ) che la sala da té e il sito web per le vendite sono chiusi da un anno e mezzo. Dispiace che una così bella attività sia inevitabilmente finita. Mi piace però, a tal proposito, poterne conservare il ricordo.

Camelie a Locarno

Segnalo un’interessante iniziativa, della quale ho avuto notizia via e-mail (ancora devo scoprire attraverso quale canale..): si tratta di Locarno Camelie, un evento che vede come protagoniste le camelie in fiore, evidentemente molto diffuse sul Lago Maggiore, che si svolgerà al Parco delle Camelie di Locarno (sul lungolago, in viale Respini), da mercoledì 24  a domenica 28 marzo 2010.

L’iniziativa è interessante per gli amanti del té perché la rassegna ospiterà anche vari stand informativi, tra cui uno dedicato al té. Seguendo i dettami della filosofia giapponese, il il Parco del tè del Monte Verità di Ascona proporrà al pubblico un percorso alla scoperta  della cultura del tè.

Scopro così che al Monte Verità di Ascona viene prodotto un té verde. Non c’è solo la produzione di Sant’Andrea in Compito, allora. Questo té verde del Monte Verità potrà essere degustato nel Tea & Coffee House, il punto di ristoro ufficiale del festival.

Per info:

http://www.ascona-locarno.com/prospetti/pro_cam_2010.pdf

Visitare il Museo del Profumo a Grasse e comprare…il té alla violetta!

Grasse è una ridente cittadina della Provenza, famosa in tutto il mondo per la sua tradizione di produttrice di profumi, tanto che è a buon diritto la capitale internazionale del profumo. La tradizione è piuttosto antica, come racconta nel suo immortale romanzo, il Profumo appunto, Patrick Suskind: il suo protagonista, infatti, da Parigi, dove è nato, vuole andare a Grasse per imparare i più reconditi segreti dei maestri profumieri. La tradizione si è mantenuta intatta fino a noi: Grasse è circondata da fabbriche di profumi più o meno note (la Fragonard, tra queste), ed accoglie il Museo Internazionale del Profumo, in una struttura nuova, con un allestimento che vuole cogliere a 360 gradi il profumo, dall’aspetto scientifico al modo di produzione, alla storia della produzione del profumo, attraverso una collezione storica che va dagli Egizi fino alle più recenti boccette di Chanel n. 5. Il bookshop del museo è a sua volta più una boutique che, appunto, un bookshop: tra i prodotti offerti c’è addirittura il té!

Si tratta di un té nero cinese aromatizzato alla violetta: il profumo è talmente intenso e fresco che viene voglia di immergercisi dentro, piuttosto che berlo! Si ha quasi l’impressione, se si chiudono gli occhi mentre si versa il té nella tazza, che esso sia di colore violetto come il fiore da cui è stillato il profumo. E’ un té sfuso, naturalmente dolce. Se invece che metterlo in dispensa, lo conservassimo nei cassetti come si fa con i sacchettini (provenzali anch’essi!) di lavanda, otterremmo ugualmente un ottimo risultato.

violette

Cosa c’è di meglio, quale souvenir di Grasse, di un té profumatissimo per celebrare la città dei profumi?

Ricordando Londra…

Una tazza di té per risvegliare ricordi sopiti…

Pochi minuti fa chiacchieravo con un vecchio amico che non sentivo da tempo. Mi ha detto: “Due settimane fa ho pensato a te” “E come mai?” “Perché ero a Londra davanti al negozio di té“. Il negozio di té in questione era Twinings, sullo Strand, e per me è stato come un rituffarmi nel passato, indietro a quella mattina autunnale in cui sono arrivata davanti al piccolo negozietto che vende il té più esportato al mondo.

Ricordo che quando ci sono arrivata davanti mi sono affacciata per guardare dentro incuriosita, quasi come i bambini che spiaccicano il naso contro la vetrina di un negozio di dolciumi; ho fatto alcune foto ricordo di rito, dopodiché mi sono immersa nel magico mondo Twinings.

twinings

Molti storceranno il naso al sentir parlare di questo storico marchio. I puristi, abituati a infusioni pregiate di raccolti rari, non possono certo tollerare che si parli del re dei té per la grande distribuzione. Mi perdonino, ma credo che sia importante spendere qualche parola non solo sulla Twinings, ma sul té a Londra in generale.

Innanzitutto ricordo con delusione e amarezza che non sono riuscita a trovare, all’indirizzo al quale era segnalato, il Brahma Museum of Tea and Coffee. Di fatto, ho scoperto, al mio ritorno, che The Museum and Tea Room are closed for refurbishment until early 2009. Un vero peccato. La mia visita a Londra è stata senza dubbio incompleta.

C’è da dire poi che buona parte dei souvenirs che un turista può acquistare a Londra è costituita dal té: sfuso in belle scatolette di latta ricordo, non si può fare a meno di tornare a casa con la composizione english breakfast+earl grey. Macchine da soldi cui corrisponde un té che non sempre è di buona qualità: ottimo però da regalare agli amici!

Harrods ha la sua personale produzione di té e infusi, in confezioni coloratissime che costano un’esagerazione (e la sterlina non aiuta), ma che allietano la dispensa con i loro profumi.

Da buona turista che si rispetti, di quelle che vanno a comprare i souvenirs gastronomici direttamente al supermercato, ho fatto naturalmente incetta di té, tanto che sono tornata a casa con la valigia che letteralmente ne scoppiava (e profumava)!

La chiacchierata con il mio vecchio amico mi ha fatto ricordare il mio breve, ma intenso, soggiorno a Londra, le missioni da Harrods e da Twinings, la valigia colma di caldi e profumati ricordi al ritorno.

Do you want a cup of tea?